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TITOLO
I
DISPOSIZIONI GENERALI
Art.1
Istituzione e autonomia del Corpo di Polizia Municipale
1. Il Corpo di Polizia Municipale, la cui organizzazione
e funzionamento sono disciplinati dalle disposizioni contenute nel
presente Regolamento, è stato istituito ai sensi degli artt.1
e 7 della Legge 7 marzo 1986 n.65 e dell’art.2 della Legge
Regionale Lazio del 24 febbraio 1990 n.20.
2. Il Corpo della Polizia Municipale gode di autonomia amministrativa,
finanziaria e gestionale per l’esercizio delle attribuzioni
previste dalle Leggi e dai Regolamenti.
Art. 2
Finalità e compiti del Corpo
1. Il Corpo di Polizia Municipale di Pomezia è
lo strumento attraverso il quale la Comunità locale assicura
un regolare e ordinato svolgimento della vita dei cittadini e di
tutte le persone che, pur non essendo cittadini, sono presenti nel
territorio comunale. Tutela, inoltre, gli interessi specifici attinenti
alla collettività locale.
2. Il Corpo di Polizia Municipale adempie le funzioni attinenti
all’attività di polizia locale previste, in capo ai
Comuni, da Leggi e Regolamenti statali e regionali.
3. Il Corpo, nei limiti delle proprie attribuzioni e nell’ambito
delle direttive impartite dall’Amministrazione comunale, provvede
in particolare a:
a) vigilare sull’osservanza delle Leggi statali e regionali,
dei Regolamenti e degli altri provvedimenti amministrativi, la cui
esecuzione è demandata alla polizia locale, svolgendo le
relative attività di prevenzione, accertamento e repressione
degli illeciti;
b) assolvere incarichi d’informazione, accertamento e rilevazione
connessi ai compiti d’istituto;
c) vigilare sull’integrità e sulla conservazione del
patrimonio pubblico;
d) prestare i servizi d’ordine, di vigilanza, di scorta e
di rappresentanza per l’espletamento delle attività
e dei compiti istituzionali del Comune;
e) prestare compiti di soccorso in occasione di pubbliche calamità
e disastri;
f) collaborare, nell’ambito delle proprie attribuzioni, con
le Forze di polizia dello Stato.
4. Il Corpo di Polizia Municipale, oltre alle funzioni
di polizia locale, nell’ambito
territoriale del Comune e nei limiti delle proprie attribuzioni,
esercita anche funzioni di polizia giudiziaria, funzioni di polizia
stradale e funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza.
Art. 3
Dipendenza del Corpo
1. Il Corpo di Polizia Municipale è alle
dipendenze del Sindaco o dell’Assessore da lui delegato.
2. Il Sindaco o l’Assessore da Lui delegato, stabilisce gli
indirizzi e gli obiettivi dell’attività di polizia
locale, impartisce direttive generali e vigila sullo svolgimento
delle attività del Corpo.
3. Nell’esercizio delle funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza,
il personale del Corpo, messo a disposizione dal Sindaco, quando
ne venga fatta, per specifiche operazioni, motivata richiesta dalla
competente Autorità, dipende funzionalmente ed operativamente
dalla competente Autorità di pubblica sicurezza, nel rispetto
di eventuali intese fra dette Autorità e il Sindaco.
4. Nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria, il
personale del Corpo dipende operativamente e funzionalmente dall’Autorità
Giudiziaria ai sensi dell’art.56 del c. p. p..
5. Al personale di Polizia Municipale è vietato attuare richieste
di servizi pervenute direttamente da parte degli Uffici comunali,
degli Amministratori e di altro personale comunale. Ogni richiesta
va rivolta al Comando del Corpo.
Art. 4
Distacchi e comandi
1. I distacchi e i comandi del personale del Corpo
di Polizia Municipale presso altre pubbliche amministrazioni o altri
uffici del Comune, sono consentiti soltanto quando i compiti assegnati
siano inerenti alle funzioni di Polizia Municipale e purché
la disciplina del rapporto di lavoro rimanga quella prevista per
gli appartenenti al Corpo.
2. I distacchi e i comandi di cui al comma precedente sono autorizzati
dal Sindaco o dall’Assessore da Lui delegato e ne va data
comunicazione al Prefetto.
Art. 5
Missioni esterne al territorio comunale
1. L’ambito territoriale ordinario di svolgimento
delle attività del Corpo di Polizia Municipale è quello
del Comune di Pomezia.
2. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale
possono essere impiegati per effettuare missioni esterne al territorio
comunale nei seguenti casi:
a) per fini di collegamento e rappresentanza, su autorizzazione
del Comandante;
b) per operazioni di polizia, d’iniziativa del singolo appartenente
al Corpo durante il servizio, esclusivamente in caso di necessità
dovuto alla flagranza dell’illecito commesso nel territorio
del Comune di Pomezia;
c) per soccorso, in caso di calamità o disastri, ovvero per
rinforzare altri Corpi e Servizi in particolari occasioni stagionali
ed eccezionali, su autorizzazione del Sindaco o Assessore da Lui
delegato, previa esistenza di appositi piani o accordi tra le Amministrazioni
interessate. In tali circostanze va data comunicazione al Prefetto;
d) per attività richieste dall’Autorità Giudiziaria
ed interventi in caso di Trattamenti Sanitari Obbligatori.
Art. 6
Collaborazione con le Forze di polizia dello Stato
1. Il personale del Corpo di Polizia Municipale,
nell’ambito territoriale del Comune di appartenenza e nei
limiti delle proprie attribuzioni, collabora con le Forze di polizia
dello Stato, garantendo gli interventi compresi nelle proprie competenze
istituzionali; può inoltre espletare specifiche operazioni
in collaborazione con le Forze di polizia dello Stato, previa disposizione
del Sindaco o Assessore da Lui delegato, quando ne venga fatta motivata
richiesta dalla competente Autorità.
2. Il Sindaco o Assessore da Lui delegato favorisce intese operative
tra il Corpo di Polizia Municipale e le Forze di polizia dello Stato,
ai fini di un efficace coordinamento delle attività di vigilanza
e controllo del territorio.
Art. 7
Collaborazione alle attività di Protezione civile
1. Il Corpo di Polizia Municipale collabora con
i servizi di Protezione civile assolvendo, in via generale e per
la parte di competenza, i compiti di primo soccorso e di controllo
della viabilità secondo quanto previsto dal piano comunale
di protezione civile.
TITOLO II
ORGANICO, ORGANIZZAZIONE ED ORDINAMENTO DEL CORPO
Art. 8
Dotazione Organica del Corpo
1. La dotazione organica del Corpo è quella
prevista dalla pianta organica del Comune.
2. L’Amministrazione, nel definire il contingente numerico
degli addetti al Servizio di Polizia Municipale, secondo criteri
di funzionalità ed economicità, deve tener conto del
numero degli abitanti del Comune e dei flussi della popolazione,
dell’estensione e della morfologia del territorio, nonché
delle caratteristiche socio-economiche della comunità locale.
3. Ai sensi dell’art.4, comma 2, della Legge Regionale 24.02.1990,
n..20, devono in ogni caso prevedersi due unità operative
ogni ottocento abitanti o frazione superiore a quattrocento abitanti.
4. L’Amministrazione provvede a verificare periodicamente,
e comunque almeno ogni due anni, la rispondenza dell’organico
alle effettive esigenze di servizio, assicurando che le dotazioni
organiche delle singole qualifiche siano sempre tali da garantire
la funzionalità e l’efficienza della struttura del
Corpo.
Art. 9
Organizzazione del Corpo
1. Nel rispetto del principio del decentramento
amministrativo, tenuto conto delle caratteristiche del territorio,
nonché dei criteri di funzionalità, economicità
ed efficienza, il Corpo di Polizia Municipale è organizzato
per settori di attività e per zone operative d’intervento
e si articola in:
a) Comando del Corpo;
b) Sezioni territoriali presso le località di Torvajanica
e di S. Palomba;
c) Presidi territoriali di zona.
2. L’organizzazione strutturale del Corpo è stabilita
con apposito provvedimento del Comandante, d’intesa con il
Sindaco o Assessore da Lui delegato, nel rispetto dei dettati normativi,
nonché dei criteri di economicità, speditezza, razionalizzazione,
ottimizzazione del servizio, della rispondenza al pubblico interesse
dell’azione amministrativa e delle attività operative.
3. I settori delle attività operative trattano ognuno una
o più materie specifiche e ad essi è preposto un responsabile
inquadrato in categoria D.
Art. 10
Ordinamento del Corpo
1. L’ordinamento del Corpo di Polizia Municipale
si articola in:
a) Comandante del Corpo;
b) Vicecomandante;
c) Addetti al coordinamento e controllo;
d) Operatori.
2. Ai sensi dell’art.9 della Legge Regionale 24.02.1990, n.20
e del C.C.N.L. 31 Marzo 1999 recanti il “Nuovo ordinamento
professionale”, le figure di cui sopra sono rapportate ai
profili professionali e relativo inquadramento come di seguito indicato:
a) Comandante: qualifica Dirigenziale
b) Specialisti dell’Area di Vigilanza: categoria D
c) Agenti: categoria C
Art. 11
Attribuzioni e compiti del Comandante
1. Spetta al Comandante del Corpo la gestione finanziaria, tecnica
ed amministrativa, compresa l’adozione di tutti gli atti che
impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, mediante
autonomi poteri di spesa e di organizzazione delle risorse umane,
strumentali e di controllo.
2. Il Comandante cura le relazioni con le Autorità Amministrative,
Giudiziarie e di Polizia per il più efficiente espletamento
dei compiti e dei servizi d’istituto.
3. Rappresenta il Corpo di Polizia Municipale nei rapporti interni
ed esterni ed in occasione di funzioni, manifestazioni e cerimonie
pubbliche.
4. E’ responsabile, verso il Sindaco o Assessore da Lui delegato,
della gestione del Servizio di Polizia Municipale in generale, nonché
dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego
tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo.
5. Il Comandante del Corpo può nominare un Vicecomandante,
scelto tra il personale inquadrato nella categoria D, con il compito
di coadiuvarlo nella gestione complessiva del Corpo e di sostituirlo
in caso di assenza o di impedimento.
Art. 12
Attribuzione e compiti degli addetti al coordinamento e controllo
1. Gli specialisti di vigilanza sono responsabili dei settori di
attività nei quali è articolato il Servizio di Polizia
Municipale.
2. Essi coadiuvano il Comandante, assicurano la direzione del settore
cui sono assegnati, curando altresì la disciplina e l’impiego
tecnico operativo del personale dipendente.
3. Nello svolgimento del loro incarico:
a) espletano attività d’istruzione, predisposizione
e redazione di atti riferiti all’attività del settore
di competenza, comportanti un significativo grado di complessità;
b) coordinano l’attività del personale dipendente impiegando
le risorse assegnate secondo criteri di efficacia ed efficienza;
c) espletano attività di analisi, studio e ricerca con riferimento
alle attività d’istituto assegnate ai settori;
d) mantengono i rapporti istituzionali con gli altri organi per
quanto di competenza.
4. Rispondono al Comandante della gestione operativa in generale
del settore che dirigono.
Art. 13
Attribuzione e compiti degli operatori
1. Gli Agenti, in relazione alle qualità
possedute, espletano tutte le mansioni inerenti le funzioni d’istituto
attenendosi alle disposizioni loro impartire.
2. Essi svolgono le funzioni di base dell’area della vigilanza
attraverso missioni esecutive con responsabilità di risultati
relativi ai compiti loro affidati.
3. Nello svolgimento del loro incarico:
a) conducono i veicoli in dotazione al Corpo;
b) riferiscono prontamente ai superiori gerarchici su ogni fatto
e situazione inerente all’espletamento dei compiti d’istituto;
c) operano con il margine d’iniziativa inerente alle qualità
giuridiche rivestite e nell’ambito delle prescrizioni procedurali
e delle direttive impartite dai superiori gerarchici.
Art. 14
Qualità rivestite dal personale del Corpo
1. Nell’ambito territoriale del Comune di
Pomezia e nei limiti delle proprie attribuzioni, gli appartenenti
al Corpo di Polizia Municipale rivestono le qualità di:
a) Pubblico Ufficiale, ai sensi dell’art.357 del c.p.;
b) Ufficiale di polizia giudiziaria - in riferimento al Comandante
del Corpo ed agli Addetti al coordinamento e controllo - e Agente
di polizia giudiziaria - in riferimento agli operatori - ai sensi
dell’art.5 della Legge 7 Marzo 1986, n.65 e dell’art.57,
2° e 3° comma, del c.p.p.;
c) Agente di pubblica sicurezza, ai sensi dell’art.5 della
Legge 7 marzo 1986, n.65, previa nomina prefettizia.
Art. 15
Rapporto gerarchico
1. L’ordine di subordinazione gerarchica
del personale del Corpo di Polizia Municipale è così
stabilito:
a) Sindaco o Assessore delegato;
b) Comandante;
c) Vicecomandante;
d) Specialista dell’Area Vigilanza;
e) Agenti.
2. L’ordinamento gerarchico del Corpo è rappresentato
dalle categorie d’inquadramento degli appartenenti; a parità
di categoria, dall’anzianità nella stessa; a parità
di anzianità, dall’ordine di graduatoria di merito
del concorso per l’acquisizione della categoria medesima.
TITOLO III
NORME RELATIVE ALLO SVOLGIMENTO DEL SERVIZIO
Art. 16
Orario di servizio
1. L’orario ordinario di servizio è
stabilito in due turni di sei ore giornaliere per turno con inizio
che verrà determinato dall’organo comunale competente.
2. Nel periodo estivo, o su disposizione del Sindaco, il personale
è tenuto a prestare servizio anche in turni diversi da quelli
ordinari. Quando necessità eccezionali e imprevedibili lo
richiedano, il personale è tenuto a prestare servizio oltre
il normale orario di lavoro.
Art. 17
Congedi, Riposi e Permessi
1. In materia di congedi, riposi e permessi si
applicano le vigenti disposizioni di Leggi e contrattuali.
2. In ogni caso, la fruizione di tali istituti deve essere funzionale
alle esigenze di servizio.
Art. 18
Ordini e Disposizioni di servizio
1. Gli atti per la programmazione, l’organizzazione
e l’esecuzione dei compiti e servizi d’istituto sono:
a) l’ordine di servizio giornaliero;
b) l’ordine di servizio particolare;
c) la direttiva generale.
2. L’ordine di servizio giornaliero costituisce il documento
che registra la situazione organica dei settori del Corpo e ne programma
quotidianamente le attività d’istituto. In esso sono
indicate la qualifica di servizio, il nominativo dell’operatore,
il tipo di servizio e l’orario d’inizio e termine dello
stesso. Può contenere, inoltre, indicazioni e comunicazioni
varie, a carattere individuale e/o generale. Eventuali e successive
variazioni dovranno essere comunicate direttamente al personale
interessato a cura del Responsabile del settore.
3. L’ordine di servizio particolare può essere impartito
per iscritto o verbalmente. Colui che ordina il servizio deve comunicarlo
direttamente al personale interessato, nonché impartire le
istruzioni per l’espletamento dello stesso.
4. La direttiva generale contiene precise disposizioni in merito
all’organizzazione e/o esecuzione dei servizi d’istituto,
nonché all’uniforme applicazione delle relative disposizioni
normative.
Art. 19
Servizi a carattere continuativo
1. Nel caso di servizi a carattere continuativo
con cambio sul posto, il personale che ha terminato il proprio turno
può allontanarsi solo quando sia assicurata la continuità
del servizio dalla presenza di altro personale o su specifico ordine
del Responsabile del servizio. La sostituzione dovrà essere
effettuata entro trenta minuti dalla fine del turno di servizio.
Art. 20
Servizi di pronta reperibilità
1. Per far fronte ai servizi di trattamento sanitario
obbligatorio, di protezione civile o altre pubbliche necessità,
è istituito il servizio di pronta reperibilità secondo
gli accordi sindacali di cui al contratto di lavoro.
2. Su chiamata del responsabile del turno di reperibilità,
il personale interessato dovrà presentarsi al Comando, in
uniforme, nell’arco di trenta minuti.
Art. 21
Servizi in Uniforme
1. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale
prestano servizio in uniforme.
2. L’attività di servizio può essere svolta
in abito civile, su disposizioni del Comandante, ove ricorrono particolari
motivi.
Art. 22
Servizi con Armi
1. I servizi che gli appartenenti al Corpo di Polizia
Municipale, in possesso della qualifica di Agente di pubblica sicurezza,
debbano svolgere con armi sono determinati dall’art.4 del
Regolamento sull’armamento, approvato con Deliberazione del
Consiglio Comunale n.69 del 28.06.1996.
Art. 23
Obbligo d’intervento e di Rapporto
1. Fermo restando l’espletamento dei doveri
connessi alle qualità di Pubblico Ufficiale e di Ufficiale
o Agente di polizia giudiziaria, gli appartenenti al Corpo hanno
l’obbligo d’intervenire per l’espletamento di
tutti i compiti derivanti dalle funzioni d’istituto.
2. Al termine del servizio svolto, il personale deve redigere rapporto
di servizio mediante compilazione di apposito modello, fatto salvo
l’obbligo di redigere eventuali ulteriori atti prescritti
dalla normativa vigente.
TITOLO IV
DOTAZIONE
Art. 24
Uniforme
1. Gli effetti del vestiario e dell’equipaggiamento
sono forniti dall’Amministrazione comunale, tramite il Comando
del Corpo, a tutto il personale della Polizia Municipale così
come da regolamento sulla fornitura del vestiario.
2. Le divise degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale devono
recare i distintivi con lo stemma, la denominazione dell’Ente
di appartenenza ed il numero personale di matricola.
3. Il personale ha l’obbligo d’indossare correttamente
l’uniforme in ogni sua parte ed in perfette condizioni di
pulizia, con proprietà, dignità e decoro.
4. La foggia, le caratteristiche, i colori ed i distintivi di grado
e di riconoscimento sono quelli stabiliti con Legge Regionale. Fino
all’emanazione della Legge Regionale, gli appartenenti al
Corpo di Polizia Municipale continueranno ad indossare l’uniforme
già in uso con i seguenti distintivi di grado:
a) Dirigente Comandante: Torre e tre stelle (grado di Colonnello);
b)Vicecomandante: grado della categoria di appartenenza con stelle
bordate di rosso;
c) Addetti al coordinamento e controllo: categorie D1 e D2, due
stelle (grado di
Tenente); categorie D3 e D4, tre stelle (grado di Capitano); categoria
D5, torre
e una stella (grado di Maggiore); categoria D6, torre e due stelle
(grado di
Tenente Colonnello);
d) Operatori: categoria C1, spallina vuota (grado di Agente); categoria
C2, baffo rosso (grado di Agente scelto); categoria C3, doppio baffo
rosso (grado di Agente capo scelto); categorie C4 e C5, tre binari
(grado di Maresciallo).
5. Con Determinazione del Comandante del Corpo sono descritti i
capi di vestiario che costituiscono l’uniforme della Polizia
Municipale.
Art. 25
Tessera di riconoscimento e Distintivo di servizio
1. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale
sono muniti di tessera di riconoscimento e distintivo di servizio.
2. La tessera di riconoscimento deve contenere: il numero di matricola;
le generalità, la qualifica di servizio, le qualità
rivestite e le caratteristiche fisiche del titolare; gli estremi
del Decreto prefettizio di conferimento della qualità di
Agente di pubblica sicurezza, nonché gli estremi del provvedimento
di assegnazione Arma di cui all’Art. 6 del D.M. 4 marzo 1986,
n.145. Essa deve contenere, inoltre, la foto in uniforme del titolare
a capo scoperto, la data di rilascio e validità, la firma
del Capo dell’Amministrazione comunale e del Comandante del
Corpo, nonché il timbro del Corpo.
3. La tessera ha validità cinque anni e va rinnovata in caso
di cambiamento della qualifica.
4. Il distintivo di servizio (placca) deve riportare lo stemma,
la denominazione del Comune e il numero di matricola.
5. Gli appartenenti al Corpo, in servizio sia in uniforme che in
abiti civili, hanno l’obbligo di recare con se la tessera
e il distintivo di servizio.
6. La tessera di riconoscimento ed il distintivo di servizio vanno
restituiti all’atto di cessazione dal servizio e ritirati
a seguito di sospensione, per qualsiasi motivo, dal servizio.
7. E’ fatto obbligo di denunciare tempestivamente al Comando
lo smarrimento e la sottrazione della tessera di riconoscimento
e del distintivo di servizio.
8. Fino all’emanazione della Legge Regionale, le caratteristiche
tecniche della tessera di riconoscimento e del distintivo di servizio
(placca) sono determinate con provvedimento del Comandante del Corpo.
Art.26
Apparati radio rice-trasmittenti
1. Al fine di garantire l’efficiente funzionamento
del Servizio di Polizia Municipale, nonché la sicurezza dei
suoi operatori, il Corpo è dotato di apparati radio rice-trasmittenti
portatili e veicolari.
2. Il personale impegnato in servizio esterno è tenuto a
munirsi di apparato radio rice-trasmittente e a mantenere costantemente
attivo il collegamento con il Comando.
Art.27
Armamento
1. La dotazione dell’armamento per il personale
del Corpo di Polizia Municipale è disciplinata dal relativo
Regolamento comunale adottato con Delibera del Consiglio Comunale
n.69 del 28.06.1996.
Art. 28
Veicoli di servizio
1. Per l’adempimento dei compiti istituzionali,
il Corpo di Polizia Municipale è dotato di veicoli di servizio.
2. Fino all’emanazione di apposita Legge Regionale, le caratteristiche
degli automezzi in dotazione sono quelle già determinate
e adottate per i veicoli in uso.
3. I veicoli di servizio possono essere condotti esclusivamente
dal personale appartenente al Corpo di Polizia Municipale ed è
consentito trasportare persone non appartenenti al Corpo solo per
motivi strettamente connessi ai servizi d’istituto.
4. Il personale di Polizia Municipale è tenuto ad utilizzare
i veicoli in dotazione al Corpo esclusivamente per motivi di servizio.
E’ tenuto, altresì, a compilare il foglio di marcia
indicando i chilometri percorsi, i servizi svolti ed il rifornimento
di carburante, nonché a segnalare ogni necessità di
manutenzione del veicolo utilizzato.
5. Per interventi urgenti o necessità di servizio, il conducente
del veicolo è tenuto ad azionare tutti i dispositivi di emergenza
acustici e luminosi, nonché i proiettori abbaglianti nelle
ore diurne, secondo le vigenti norme del Codice della Strada.
TITOLO V
NORME DI COMPORTAMENTO – DISCIPLINA
Art. 29
Norme generali di condotta
1. Il personale del Corpo di Polizia Municipale
deve tenere in servizio un comportamento improntato alla massima
correttezza, imparzialità e cortesia nei confronti del pubblico,
operando con senso di responsabilità in modo da riscuotere
stima, fiducia e rispetto da parte della collettività.
2. Deve astenersi dal porre in atto comportamenti ed atteggiamenti
tali da arrecare pregiudizio all’Amministrazione ed al Corpo.
3. Il personale del Corpo è tenuto ad avere una condotta
irreprensibile, conforme alla dignità delle proprie funzioni,
anche fuori dal servizio e dall’ambiente di lavoro, al fine
di non compromettere il prestigio del Corpo di Polizia Municipale
e l’efficacia della sua azione.
Art. 30
Comportamento in pubblico
1. L’appartenente al Corpo di Polizia Municipale
deve corrispondere alle richieste dei cittadini, intervenendo ed
indirizzandoli secondo criteri di opportunità ed equità,
e deve sempre salutare la persona che lo interpella e a cui si rivolge..
2. Quando opera in abito civile ha l’obbligo di qualificarsi
preventivamente esibendo la tessera di riconoscimento.
3. Deve assumere nei confronti della collettività un comportamento
consono alla sua funzione, non deve dilungarsi in discussioni con
cittadini per cause inerenti ad operazioni di servizio e deve evitare
in pubblico qualunque apprezzamento o rilievo sull’operato
dell’Amministrazione, del Corpo e dei colleghi.
4. Deve, a richiesta del cittadino, fornire ogni utile informazione,
anche relativa alle procedure da seguirsi per la tutela dei propri
diritti, ma non deve occuparsi della redazione di esposti o ricorsi
relativi ad argomenti che interessano il servizio.
Art. 31
Cura della persona e dell’uniforme
1. Il personale della Polizia Municipale deve avere
particolare cura della propria persona e dell’aspetto esteriore,
al fine di evitare giudizi negativi incidenti sul prestigio e sul
decoro dell’Amministrazione e del Corpo che rappresenta.
2. Il personale maschile deve avere cura di tenere i capelli di
moderata lunghezza, ovvero non oltre l’inizio del collo della
camicia, e la barba ed i baffi ben curati.
3. Il personale femminile deve porre particolare cura affinché
l’eventuale uso di cosmetici da trucco, nonché di elementi
ornamentali (orecchini, collane ecc.), siano compatibili con il
decoro della divisa e la dignità della funzione, evitando
ogni forma di eccessiva appariscenza.
4. E’ fatto divieto al personale di variare la foggia dell’uniforme,
i cui capi di vestiario che la costituiscono sono descritti con
Determinazione del Comandante.
Art. 32
Saluto
1. Il personale del Corpo di Polizia Municipale
deve rivolgere il saluto al berretto nei confronti dei cittadini
con i quali viene a contatto per ragioni d’ufficio, del Sindaco,
degli Amministratori e dei superiori gerarchici.
2. Il saluto al berretto, inoltre, è dovuto alle Bandiere
Nazionali, ai Gonfaloni civici, alle sacre immagini e ai feretri.
3. E’ dispensato dal saluto il personale che si trovi alla
guida dei veicoli, che presti servizio di regolazione del traffico,
nonché servizio di scorta al Gonfalone civico ed alle Bandiere
Nazionali.
4. Il saluto si esegue portando la mano destra, aperta e a dita
unite, all’altezza del copricapo. Il polso è posto
in linea con l’avambraccio ed il braccio in linea con la spalla.
Art. 33
Segreto d’Ufficio e riservatezza
1. Il personale della Polizia Municipale, salvo che nei termini
stabiliti dalla Legge n.241/1990, è tenuto alla rigorosa
osservanza del segreto d’Ufficio e non può fornire,
a chi non ne abbia diritto, anche se si tratta di atti non segreti,
notizie relative ai servizi d’istituto, a provvedimenti in
genere e ad operazioni di qualsiasi natura.
2. La divulgazione di notizie di interesse generale che non siano
coperte dal segreto d’Ufficio, e relative a servizi d’istituto,
provvedimenti e operazioni di qualsiasi natura, è attuata
dal Comandante del Corpo.
3. E’ fatto, inoltre, divieto di fornire notizie sulla vita
privata degli appartenenti al Corpo, comprese le semplici indicazioni
del domicilio, residenza e numero telefonico.
Art. 34
Rapporto con i superiori
1. Tutti gli appartenenti al Corpo sono tenuti
ad uniformarsi e ad eseguire le disposizioni impartite dai superiori
gerarchici, in ossequio alla normativa contrattuale vigente e alle
disposizioni del presente Regolamento.
2. Le disposizioni devono essere attinenti al servizio e alla disciplina;
non devono eccedere i compiti d’istituto e non devono essere
lesive della dignità personale di coloro ai quali sono dirette.
3. Nel caso in cui all’esecuzione delle disposizioni impartite
si frapponessero difficoltà, inconvenienti ed ostacoli imprevisti,
l’operatore dovrà chiedere istruzioni al Responsabile
del settore di appartenenza. Comunque, qualora ciò non fosse
possibile, lo stesso dovrà adoperarsi per evitare di arrecare
pregiudizio al servizio riferendo al superiore gerarchico non appena
possibile.
4. In caso di disposizione ritenuta illegittima, l’operatore
dovrà farlo immediatamente presente al proprio superiore,
dichiarandone i motivi. Se l’ordine è rinnovato per
iscritto, l’operatore ha l’obbligo di eseguirlo, salvo
che l’ordine non sia in palese violazione della Legge penale.
Art. 35
Responsabilità disciplinari
1. La buona organizzazione e l’efficienza
del Corpo si basano sul principio della disciplina, la quale impone
al personale il costante e pieno adempimento di tutti i doveri inerenti
alle proprie mansioni e attribuzioni, l’osservanza delle Leggi,
degli ordini e delle direttive ricevute, nonché il rispetto
della gerarchia e l’ottemperanza dei doveri d’Ufficio.
2. I rapporti gerarchici e funzionali fra gli appartenenti al Corpo
sono improntati sul reciproco rispetto, cortesia e lealtà,
allo scopo di conseguire il massimo grado di collaborazione nei
diversi livelli di responsabilità.
3. Ferma restando l’applicazione della normativa contrattuale
vigente, costituiscono infrazioni disciplinari le violazioni al
presente Regolamento.
4. Il Comandante del Corpo è competente all’irrogazione
delle sanzioni del rimprovero verbale e del richiamo scritto, ed
è responsabile della tempestiva segnalazione all’ufficio
competente per l’avvio del procedimento disciplinare nei casi
più gravi.
Art. 36
Reclami
1. Gli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale,
nel rispetto della via gerarchica, possono rivolgere al Comandante
o, per suo tramite, al Sindaco o all’Assessore delegato, richieste
di colloquio, istanze e reclami.
Art. 37
Riconoscimenti
1. Agli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale
che si siano particolarmente distinti per impegno, diligenza e capacità
professionale nello svolgimento di particolari compiti, ovvero per
il compimento di atti di merito o di coraggio, possono essere conferiti
i seguenti riconoscimenti:
a) Encomio semplice del Comandante;
b) Encomio solenne del Sindaco;
c) Proposta di ricompensa al valore civile per atti di particolare
coraggio.
Art. 38
Accesso al Corpo
1. L’assunzione del personale di Polizia
Municipale è disciplinata dalle vigenti disposizioni di legge
e contrattuali, nonché dal regolamento comunale per la disciplina
dei concorsi e delle selezioni.
2. Per l’accesso al Corpo, comunque, sono richiesti i seguenti
requisiti:
a) possesso della patente di guida per la conduzione di motoveicoli
ed autoveicoli;
b) idoneità psico-fisica ed attitudinale;
c) possesso dei requisiti previsti dal secondo comma dell’art.5
della Legge 7 Marzo 1986 n.65;
e) buona conoscenza di una delle seguenti lingue straniere: inglese,
francese, tedesco;
f) non aver motivi ostativi all’uso delle armi comuni da sparo.
Art. 39
Formazione, aggiornamento e addestramento professionale
1. I vincitori di concorso per l’accesso
al Corpo di Polizia Municipale hanno l’obbligo di frequenza
dei corsi di qualificazione professionale organizzati dal Comune
o dalle Regioni ai sensi dell’art. 11 della Legge Regionale
n.20/1990.
2. L’aggiornamento professionale viene assicurato periodicamente
mediante corsi dedicati alla conoscenza delle nuove disposizioni
legislative, amministrative e tecniche nelle materie d’interesse
professionale.
3. Il Comandante del Corpo programma, organizza e propone all’Amministrazione
le iniziative da assumere per l’addestramento del personale
appartenente al Corpo.
Art. 40
Pratica sportiva
1. L’Amministrazione comunale favorisce e
promuove la pratica dell’attività sportiva da parte
del personale della Polizia Municipale.
2. Per l’attività sportiva, sulla base delle iniziative
promosse dal Corpo, in accordo con il Comandante per la definizione
della sua organizzazione, il Sindaco o l’Assessore delegato,
salvo particolari esigenze di servizio, può consentire che
il personale della Polizia Municipale partecipi ufficialmente, al
di fuori dell’orario di lavoro, a gare sportive, autorizzando
anche, nel caso di gare e manifestazioni sportive riservate ai Corpi
di Polizia, l’uso dei veicoli in dotazione al Corpo.
Art. 41
Gonfalone del Comune – Scorte d’Onore
1. La partecipazione a cerimonie o a qualsiasi
manifestazione con il Gonfalone del Comune deve essere autorizzata
dal Sindaco o dall’Assessore delegato.
2. Le scorte d’onore sono ordinate dal Sindaco, dall’Assessore
delegato o dal Comandante.
3. La scorta del Gonfalone va eseguita di norma da due Agenti della
Polizia Municipale.
Art. 42
Festa del Corpo
1. La festa del Corpo è istituita nella
giornata del 20 Gennaio, ricorrenza di San Sebastiano, patrono dei
Vigili Urbani, ed è solennizzata con cerimonia predisposta
dal Comando.
Art. 43
Fondo Assistenza
1. E’ istituito il Fondo Assistenza per gli
appartenenti al Corpo della Polizia Municipale, i cui scopi, organizzazione
e funzionamento, sono disciplinati da apposito Regolamento.
Art. 44
Assistenza legale e copertura assicurativa
1. L’Amministrazione comunale adotta le iniziative
necessarie per la copertura assicurativa della responsabilità
civile dei dipendenti ai quali è attribuito uno degli incarichi
di cui agli articoli 8 e seguenti del CCNL del 31.03.1999, ivi compreso
il patrocinio legale, salvo le ipotesi di dolo o colpa grave.
2. L’Amministrazione comunale stipula apposita polizza assicurativa
in favore dei dipendenti autorizzati a servirsi, in occasioni di
trasferte o per adempimenti di servizio nell’ambito del territorio
comunale, del proprio mezzo di trasporto, limitatamente al tempo
strettamente necessario per l’esecuzione delle prestazioni
di servizio.
3. L’amministrazione stipula apposita polizza assicurativa
in favore dei dipendenti che alla guida dei veicoli di servizio
subiscano il ritiro della patente di guida in conseguenza diretta
e esclusiva da incidenti da circolazione stradale che abbiano provocato
la morte o lesioni personali colpose.
Art. 45
Norma finale
1. Per quanto non espressamente previsto dal presente
Regolamento, si rinvia alle vigenti norme di Legge e contrattuali.
2. Il presente Regolamento abroga e sostituisce il precedente, adottato
con Deliberazione di Consiglio Comunale n.160 del 30.12.1997.
3. Ai sensi dell’art. 11 della Legge 7 Marzo 1986, n.65, e
dell’art. 14 della Legge Regionale 24 Febbraio 1990, n.20,
copia del presente Regolamento verrà trasmessa al Ministero
dell’Interno, per il tramite del Commissario del Governo,
nonché alla Giunta Regionale – Assessorato agli Enti
locali. |