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Il Santuario del Sol Indiges

L’area compresa tra l’aeroporto militare di Pratica di Mare ed il litorale di Torvaianica presentava un aspetto assai diverso in età antica, poiché era occupato da un’ampia laguna esistente fino al ‘500 ed in seguito bonificata.

In questa zona le indagini archeologiche dell’Università di Roma “La Sapienza”(sezione di Topografia antica), hanno portato alla luce i resti di un santuario, posto dove sorgeva lo scalo portuale della città e dove gli autori antichi ambientavano il leggendario sbarco di Enea.

Sono visibili le fondazioni in blocchi di tufo pertinenti ad un tempio rettangolare su basso podio. La cella era addossata al fondo ed è possibile ricostruire l’alzato del tempio, che era circondato da colonne su tutti i lati eccetto quello di fondo. L’edificio era delimitato da un ampio recinto murario quadrangolare composto da blocchi di tufo di diverse varietà e completato da una porta d’accesso e due torri difensive.

Un analogo sistema difensivo è stato rinvenuto negli scavi del santuario di Castrum Inui, il porto della vicina Ardea. In età medio repubblicana l’intervento diretto di Roma ha portato alla ricostruzione del complesso del Sol Indiges in un santuario fortificato per il controllo militare diretto del porto di Lavinium.



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