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Museo archeologico e Lavinium

La città di Lavinium era situata al XVIII miglio dell’antica via Laurentina, a circa 28 km da Roma e a 4 km dal mare. Nel luogo in cui è il Borgo di Pratica di Mare viene concordemente collocata l’acropoli di questa antichissima città, risalente all’età del Bronzo e alla prima età del Ferro. Rinvenimenti di tombe di questo periodo e di capanne mettono in rilievo i contatti con i Colli Albani e con la stessa Roma. Alla  metà del VII secolo, l’abitato si estese nel pianoro a Sud difeso da una prima cinta muraria, sostituita nel secolo successivo da una struttura difensiva di tipo continuo in opera quadrata di cappellaccio. Proprio nel VI secolo la città raggiunse il massimo sviluppo sia urbanistico che economico occupando l’intero altipiano.

Sono documentati grandi santuari extraurbani (santuario dei XIII altari, santuario orientale, santuario di Sol Indiges) e luoghi di culto all’interno della città. La viabilità era costituita dalla via Laurentina, dalla via per Ardea che usciva dalla porta SE e dalla via che dai Colli Albani si dirigeva verso il porto. L’importanza di quest’ultimo tracciato viene dimostrata dalla presenza lungo il suo percorso di importanti monumenti quali il santuario “dei tredici altari”, la tomba a tumulo poi Heroon di Enea e proprio sulla costa, il tempio di Sol Indiges. Il progressivo insabbiamento del porto determinò, anche se non esclusivamente, la lenta decadenza dell’antico centro. In età imperiale le ricerche hanno individuato che la città era dotata di un’area forense con un tempio e l’Augusteo, di grandi impianti termali e di edifici pubblici con statue onorarie dedicate a importanti cittadini lavinati. La fine della città si può stabilire intorno al V secolo forse in relazione ad uno dei terremoti avvenuti presso la foce del Tevere ma Simmaco ancora nel IV secolo d.C: la definiva “civitas religiosa”.

 

Il Museo Archeologico, nato nel 2005, si trova in un edificio situato in località Pratica di Mare, presso il Borgo Medievale che occupa l'acropoli dell'antico centro di Lavinium, la città sacra dei Latini, fondata dal “mitico” Enea.

Nelle varie sezioni sono esposti reperti databili dal X al II sec. a.C., fra cui si possono segnalare nella sala "Tritonia Virgo" la statua di Minerva Tritonia (V sec. a.C.) e le grandi statue votive in terracotta, prevalentemente femminili, provenienti dal santuario della Dea frequentato dall'aristocrazia lavinate. Molto interessanti i vasi rituali a figure nere di importazione greca, fra cui la celebre coppa dei Dioscuri, del VI sec. a.C., e altri oggetti votivi rinvenuti nel santuario dei XIII altari, posto a sud della collina su cui sorgeva l'abitato.

Tra i reperti più antichi si segnalano i corredi funebri della necropoli protostorica, con tombe datate tra il IX e il VII sec. a.C. cui appartengono i monili e gli strumenti di lavoro femminili (fusi, fusaiole, pesi da telaio e rocchetti) esposti nello spazio denominato "Mundus Muliebris" insieme ad altre teste e busti che illustrano i riti praticati nel santuario.

L'ultima sala è dedicata ad Enea, l'eroe troiano; vi sono raccolti molti degli oggetti del corredo funebre ritrovati nel c.d. Heroon di Enea, monumento sepolcrale nel quale gli antichi pensavano fosse deposto il mitico personaggio.

Il Museo è stato concepito come soluzione innovativa di comunicazione, infatti l'esposizione tradizionale convive con le nuove tecnologie multimediali, sviluppando una collaborazione tra informazione archeologica e tecnologica, tra cultura e innovazione. Si tratta di una struttura altamente integrata, con il compito di esporre per comunicare e dove persino l'organizzazione degli spazi contribuisce all'idea di fondo del museo.

INFO: tel. 06/91984744; e-mail museo.lavinium@yahoo.it
 www.museopomezia.itwww.culturalazio.it/musei/pomezia/

 
Museo archeologico e Lavinium
 
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