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Domenico Defelice. Biografia

 
 

Domenico Defelice, (Anoia 1936), è un poeta, uno scrittore e un saggista che ha fatto di Pomezia non solo il luogo della sua vita, ma anche il centro della sua fervente attività di pubblicista e di uomo di cultura. Dalle sofferte esperienze giovanili, lo strenuo studioso di letteratura ha maturato la vena poetica e l’acume critico soggiacenti a una scrittura scaltrita e sommamente perspicua. Amante della sua terra d’origine, Defelice ha però affrontato nella sua poesia temi di attualità e di forte impatto sociale, senza dimenticare l’afflato lirico conquistato con una lunga formazione da autodidatta. Dal 1973 dirige, con impressionante e costante alacrità di ingegno, il mensile letterario Pomezia-Notizie (ISSN 2611-0954) che, chiamando in causa i migliori rappresentanti della cultura mondiale, costituisce un banco di prova per i letterati più esperti e per le giovani leve della critica e della poesia contemporanee. In ragione di questa generosa disposizione al lavoro intellettuale, Domenico Defelice ha fondato, organizzato e diretto negli ultimi ventisette anni, il Premio Internazionale Città di Pomezia, coinvolgendo esponenti di spicco della cultura italiana e straniera.

Tra le sue numerosissime opere si ricordano raccolte poetiche, drammi prosastici e monografie che coprono, in un torno di sessantanni, gli eventi e le fasi più controverse dei mutamenti storici della nostra società. Si citano, solo per una breve sinossi, alcune opere che, finanche dalla datazione, ben testimoniano la lunga fedeltà all’espressione lirico-intellettuale: Con le mani in croce (1962); La mania del coltello (1963); Un paese e una ragazza (1964); 12 mesi con la ragazza (1964); La morte e il Sud (1971); Dialoghi all’esca (1989); To erase, please? (1990); L’orto del poeta (1991); Alpomo (2000); Resurrectio (2004); A Riccardo (e agli altri che verranno) (2015). Aggiungiamo pochi esemplari della sterminata messe di monografie che comprendono soggetti letterari e artistico-figurativi: si va da Un silenzio che grida (1968) e Andare a quadri (1975) fino alla recentissima monografia Nino Ferraù (2016), passando per le analitiche prose dedicate alla produzione italiana, inglese e francese. Fin dal 1983, il mondo accademico ha ben rilevato, attraverso un numero sempre più cospicuo di studi scientifici, la levatura delle qualità dell’artista e del critico.

I rapporti epistolari intrattenuti dal poeta anoiano-pometino con i maggiori rappresentanti della cultura hanno permesso la nascita di carteggi di chiaro interesse storico. L’archivio defeliciano, parzialmente devoluto in forma di fondo alla Biblioteca Ugo Tognazzi di Pomezia, costituisce uno strumento essenziale per la ricerca scientifico-filologica da condurre nell’ambito della letteratura italiana moderna e contemporanea. La statura intellettuale dello scrittore è altresì comprovata dalla fortuna delle sue opere, tradotte in francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, rumeno, coreano, cinese e russo e inserite, anche sotto forma di sillogi, in prestigiose antologie quali, ad esempio, Azimut e la rinomatissime World Poetry, L’Altro Novecento e l’almanacco internazionale World Poetry Yearbook 2013. A conforto del valore di questa produzione, nel 2006, l’ International Poetry Translation and Research Centre. The Journal of World Poets Quarterly–Multilingual–Cina, ha proposto Domenico Defelice quale candidato italiano al Premio Nobel per la Letteratura.

 
 
 


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