MOTIVI PER UN ARCHIVIO STORICO
 
...E’ stato detto che un Paese senza archivio è un paese senza storia, quindi senza civiltà: ridiventerà civile rinsanguandolo con documenti di vita.....
Se non ci fossero stati, lungo i secoli che ci hanno preceduti, uomini assillati dalla ossessione di conservare tutto ciò che era capitato, per una ragione o per l’altra, in loro possesso, non potremmo, oggi, sulla base di quei reperti, ricostruire con estrema fedeltà il passato pur lontanissimo.
E’ proprio da quei reperti, testimoni tangibili dell’andare del tempo, filo conduttore, tessuto connettivo di una civiltà, che gli studiosi, con la loro pazienza suffragata, sovente, dall’intuito, trovano la possibilità di ricucire i lembi delle differenti vicende in quell’unica tela che è la storia.
Si mettono a confronto i carteggi, si risale alle ragioni che dettarono la necessità di alcune misure, si scoprono i risvolti, cioè, quello che veramente avvenne e non quello che si fece credere fosse avvenuto.
Se non v’è cultura senza biblioteche, possiamo affermare con altrettanta sicurezza che non vi può essere argomentazione storica convincente, senza la consultazione degli archivi. Ed è appunto in queste carte, nella sconfinata documentazione della vita pubblica, della storia delle maggiori famiglie patrizie, e di avvenimenti di ogni specie, che si ricostruisce la storia della comunità, perchè la memoria dell’opera di coloro che ci hanno preceduto sia tramandata a coloro che ci succederanno.
 
L’ARCHIVIO LOCALE
 
Tutti abbiamo il nostro piccolo archivio. C’è chi lo restringe all’indispensabile, contenuto negli scomparti di un portafogli; altri invece lo curano con passione, conservando tutto: la falsa pergamena della prima comunione, le pagelle scolastiche, la prima foto che ci ritrae stesi su una morbida pelle di pecora nella innocente nudità dei primi mesi di vita, le lettere d’amore, il foglio di congedo, le foto del matrimonio e dei figli, il progetto della casa costruita con tanti sacrifici, le tessere dei partiti, i ritratti dei gruppi famigliari. 
La figura tipica dell’archivio non è però quella dell’archivio privato o familiare.
L’archivio storico di una comunità si avvale di antiche pergamene, di stampe, di bolle Papali, di contratti di affitto di vaste tenute, di antichi statuti, di planimetrie catastali, di vecchie foto di personaggi e di monumenti, ritratti e dipinti di antiche torri e castelli, di libri e testi di autori già cronisti e ricercatori di fatti locali, insomma di qualsiasi fonte d’informazione scritta o visiva che possa essere utile per ricostruire la propria storia comunitaria.
Ma la maggior parte di questi documenti non sono purtroppo reperibili in loco.
Sono custoditi negli Archivi di Stato, in quelli privati di casate nobiliari, nel vasto e insuperabile Archivio Vaticano.
Occorre quindi, per dar modo a studiosi e studenti che volessero conoscere o approfondire la storia della propria località per rendere più facile la stesura delle loro monografie o delle loro tesi di laurea, individuare innanzi tutto la loro collocazione, esaminarli, classificarli ed elencarli.
I documenti possono essere studiati da molti punti di vista: ci sono coloro che studiano il documento come materiale da cui è composto il supporto e con cui è scritto il testo, oltre alle caratteristiche calligrafiche o tipografiche, e questi studiosi necessitano  di consultare l’originale.
Per altri invece, è sufficente condurre le indagini sul solo contenuto del documento.
Nel nostro archivio o meglio, Fondo Storico, non sarà certo possibile per la maggior parte dei documenti, poter esaminare la copia originale, ma sarà sufficente poter verificare una riproduzione dello stesso, avendo comunque tutte le informazioni per poter rintracciare facilmente l’originale in questione, evitando di dover peregrinare da un sito all’altro senza spesso poter raccogliere l’informazione voluta. 
 
IL FONDO STORICO DEL COMUNE DI POMEZIA
 
Come abbiamo già detto, nella nostra raccolta di documenti, non avremmo spesso la possibilità di reperire dei documenti originali, per cui dovremmo operare creando dei FONDI, ovvero raccolta di materiale donato o acquistato da privati, enti, società, associazioni.
Per questo motivo questa nostra istituzione assumerà il nome di FONDO STORICO CULTURALE, perchè la maggior parte del materiale che entrerà in nostro possesso sarà frutto di donazioni o acquisti da chiunque volesse rendere di pubblica utilità una certa documentazione.
Naturalmente ci sarà qualcuno che potrà privarsi di un originale, altri invece metteranno a disposizione una riproduzione, per cui si avranno Fondi costituiti da documenti originali e Fondi costituiti da copie.